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IL PROFUMO DELLA VITA
Inutile perdere tempo in congetture strane. Per cogliere il senso del
nome Sassou occorre un suggerimento, sempre che non si padroneggi il
giapponese come lingua madre. Lungo le pendici del Fuji sassou identifica
uno stato d’animo positivo e l’ottimismo verso il futuro. Roba da
spot con Tonino Guerra, anche se l’avvenire di questo prototipo Mazda pare
piuttosto incerto. E’ difficile infatti che da una sua costola
prenda a breve forma un modello destinato alla produzione, a meno che
la casa non decida di abbandonare la formula della piccola multispazio
quando si tratterà di rinnovare la Mazda2.
GIOCA IN CASA
A prescindere dalle prospettive produttive, la Sassou ha tutti i numeri
per chiamare a sé i riflettori del Salone di Francoforte. Qui
tra l’altro giocherà in casa, essendo stata studiata dal Centro di
design europeo della Mazda che sede proprio a Francoforte. L’equipe
con a capo Luca Zollino ha schizzato una due volumi (e mezzo,
puntualizzano alla Mazda) la cui sagoma non esce troppo dagli schemi
tradizionali. Elemento caratterizzante è soprattutto l’alternanza di
superfici concave e convesse che crea due rughe d’espressione,
una all’altezza del parafango anteriore e una che sottolinea l’ampia
muscolatura della carreggiata posteriore.
E LUCE FU
Anche la mascherina e la fanaleria sono prodighe di effetti
speciali. La prima è curiosamente priva di aperture per assicurare
la migliore aerodinamica ma è pronta ad avanzare nella sua cornice e
a favorire il ricambio d’aria quando occorre rinfrescare le idee al motore.
I fari con gli indicatori di direzione a freccia e le appuntite luci
di coda sono integrati nei pannelli della carrozzeria, discretamente
ospitati sotto uno strato di plastica traslucida, in tinta con le
superfici circostanti. Un gioco di trasparenze che richiama quelli degli
Shoji, i tipici paraventi delle case tradizionali giapponesi.
APRITI, SESAMO
Quando i Led sono spenti, i gruppi ottici sono dunque parzialmente
mimetizzati, pronti a prendere vita e a iniziare a pulsare
quando si sbloccano le porte. Questa operazione fa anche fuoriuscire le
maniglie, altrimenti annegate nella carrozzeria, dove ritornano
una volta richiusa la portiera. Il telecomando di apertura è alloggiato in
una chiave USB che, una volta inserita nella plancia, fa spuntare
dal tunnel centrale un joystick tramite cui si possono gestire tutte
le funzioni dell’auto, visualizzandole nel display tondo posto nel mezzo
della consolle. La stessa chiave USB permette tra l’altro di trasferire
dal computer di casa all’hard disk della Sassou file musicali e
informazioni per implementare il navigatore satellitare.
SI DA’ LE ARIE
Sotto lo spettacolare padiglione in vetro, l’abitacolo è a quattro posti,
con i due sedili anteriori molto avvolgenti, collegati da un
bracciolo integrato e in grado di scorrere in avanti elettricamente per
favorire l’accesso alla zona posteriore. Il divano è matrimoniale,
anche se un sistema ad aria compressa consente eventualmente di sagomare
in modo diverso la seduta e lo schienale per sistemare al meglio un
solo passeggero in posizione centrale. Ben più utile è poi la possibilità
di reclinare lo schienale, così da ricavare una superficie piana lunga
1.400 mm e larga 1.200 e un volume utile di 1.360 litri. Davvero
niente male, considerando che la Sassou è lunga 3.890 mm, larga 1.740,
alta 1.370 e con un passo di 2.490.
SCARPE GROSSE
Cervello fino, dunque, che come vuole la saggezza popolare la Mazda abbina
a scarpe grosse. I cerchi sono da 18, con pneumatici 225/40,
sorretti da sospensioni anteriori Mc Pherson e posteriori a barra di
torsione. Il motore è un tre cilindri da un litro dotato di
turbocompressore e accoppiato a un cambio robotizzato a sei marce
con levette al volante. Una scelta iniziale che non mette però alcuna
ipoteca sul futuro anteriore della Sassou: il cofano, a detta della Casa
sarebbe già pronto ad accogliere anche motori diesel e, cosa ancor
più interessante, ibridi.
Ecco alcune
foto, clicca per ingrandire:
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